Qualche giorno fa, passando con la moto per la solita strada che collega Anjuna con Vagator, ci siamo imbattuti in una fila di autobus, camion e ambassador bianche parcheggiate all’esterno di una bellissima villa stile coloniale portoghese. Spinti dalla curiosità, fermati gli scooter, abbiamo chiesto che cosa stesse succedendo e, alla risposta “stanno girando un film per Bollywood”, Erica è entrata nello stato d’ eccitazione comune a moltissimi indiani, quando si nomina questa parola.
Purtroppo era ora di cena e non abbiamo approfondito. Il giorno dopo un’altra troupe di ripresa stava lavorando presso una palestra vicino alla scuola. Appena saputa la notizia, Erica, Stefano e Timira hanno studiato un piano d’azione. Non si poteva perdere una seconda occasione. Bisognava assolutamente fare un reportage giornalistico. Indossati i migliori abiti a disposizione, con enormi occhiali neri, che ogni tanto fanno scena, si sono presentati all’aiuto produzione. Timira ha introdotto gli altri come dei reporter italiani, in India per documentare un progetto teatrale, che vogliono approfondire la realtà di Bollywood. Stefano, con supertelecamera con tanto di microfono in mano ed Erica, lanciatissima nel suo nuovo ruolo improvvisato, facevano un certo effetto, e così sono riusciti a fissare un appuntamento per il giorno dopo direttamente con il regista Raj Kumar Shantoshi, uno dei più grandi qui in India. Dopo il consenso iniziale però, alle due di notte, è arrivato un sms (probabilmente dopo quindici ore lavorative) che rinviava a data da destinarsi l’incontro.
Gli indiani amano Bollywood e il suo cinema. Nei villaggi, la gente assiste in piedi a tre quattro ore di proiezione. ballando e cantando assieme ad attori e comparse, piangendo con loro nelle scene drammatiche e gioiendo con la stessa intensità nelle sequenze di festa. Si immedesimano nella leggerezza dei personaggi, dimenticando per qualche ora la loro vita di miseria.
L’altra faccia di Bollywodd non è però colori, lustrini, paillettes, musica e divertimento. Ogni giorno centinaia di ragazzini provenienti dalle aree rurali dello stato, scappano di casa e si riversano su Bombay con la valigia carica di sogni. Pochi giorni e andranno ad accrescere la schiera dei mendicanti che vivono alla giornata perché del domani non v’è certezza.
Tornando ai film.(fonte wikipedia)
Non deve stupire, quindi, l'importanza della musica e delle canzoni nel cinema indiano. Da sempre ne costituiscono un elemento caratteristico e irrinunciabile.
Le canzoni vengono in genere diffuse prima dell'uscita di un film e rappresentano una entrata economica importante per i produttori che, con la vendita di cd e cassette hanno un primo guadagno sui soldi investiti. Inoltre in questo modo si crea un legame di riconoscimento tra il pubblico e il film tale da aumentarne le possibilità di successo.
In una cinematografia che non ammette la rappresentazione esplicita della sessualità, le scene ballate sono un elemento per esprimere maggiormente il lato erotico, altre volte possono rappresentare una modalità per conoscere più a fondo l'universo emozionale di un personaggio.
A Bombay il primo di ottobre c’è stato un grande sciopero a tempo. indeterminato per protestare contro le condizioni di lavoro delle maestranze. Appoggiati dalle star del cinema di Mumbai come Amitabh Bachan e Shah Rukh Khan, circa 150 mila lavoratori dell’industria cinematografica indiana hanno incrociato le braccia e promettono di continuare l’agitazione se non miglioreranno le loro condizioni di lavoro.
Ed ecco qui un pezzo musicale di Bollywood!!!!! Così mentre leggete potete farvene un'idea....



















